Istruzioni per non morire in pace – Rivoluzioni
9 gennaio 2016 – Teatro Storchi
Modena


di Paolo Di Paolo
regia Claudio Longhi
scene Guia Buzzi
costumi Gianluca Sbicca
assistente alla regia Giacomo Pedini
con Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Lino Guanciale, Diana Manea, Eugenio Papalia, Simone Tangolo
e alla fisarmonica Olimpia Greco

 

Terre esotiche, rigogliose e da depredare, meraviglie d’ogni angolo del pianeta, da offrire nel ricco banchetto delle Esposizioni Universali, miraggi d’un futuro d’uguaglianza, laddove anche ai servi sia dato modo d’affrancarsi. Tra sogni rivoluzionari e disillusioni belliche si aggirano, persi nel marasma di tanti umani destini, l’Operaio della semi-immaginaria ditta Gottardi, versus i suoi padroni Fernando e Marcello, i giovani Lelo e Berto con le loro ansie libertarie, gli incerti dirigenti a capo dei partiti socialisti d’Europa e Lev Trotsky, con il suo ostinato ottimismo nei confronti del futuro…

«Come la rivoluzione, la guerra sconvolge completamente la vita, facendola uscire dai binari consueti. Ma la rivoluzione dirige i suoi colpi contro il potere costituito. La guerra al contrario, rafforza sulle prime il potere dello Stato, che nel caos che si determina appare come l’unico punto di appoggio sicuro… sinché la stessa guerra non lo abbia minato»
Lev Trostky, La mia vita, 1930

«Popolosa, ricca, industriosa, laboriosa, prospera, possente e colta, l’Europa imperiale era la signora del mondo nell’epoca bella della modernità trionfante. Gli atti di barbarie che i colonialisti compivano nei confronti delle razze considerate inferiori, anche se gettavano gravi macchie sullo splendore della civiltà moderna, non turbavano la coscienza della gran maggioranza degli europei. Neppure i proletari erano immuni dal complesso di superiorità delle nazioni di razza bianca cui appartenevano»
Emilio Gentile, L’apocalisse della modernità, 2008


Le immagini sono di Luca Del Pia.